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Mostre Artistiche

Le mostre artistiche del Parco di  Villa Magnani fanno parte del percorso culturale proposto nel fine settimana e della visita guidata infra‑settimanale. Non sono accessibili in autonomia: la fruizione è prevista esclusivamente all’interno della visita guidata del parco, che integra attività, mostra ed esperienza, su prenotazione e a pagamento.

Archetipo creativo

C’era una volta – Incarnazione di un luogo Linda Zambolin e Francesco Tori Villa Magnani, Valle Cervo Inaugurazione:
19 luglio 2026 Presentazione speciale:
25 luglio 2026

Quest’anno Villa Magnani presenta la sua mostra più significativa: C’era una volta – Incarnazione di un luogo di Linda Zambolin e Francesco Tori, un progetto che ritorna nel paesaggio stesso in cui è stato creato. L’esposizione si articola in due date speciali — 19 luglio e 25 luglio — ciascuna concepita come un’esperienza completa a Villa Magnani, che unisce la visita guidata al parco, mostre curate e un evento artistico dedicato. Per visitare la mostra e partecipare al programma, è necessario prenotare uno dei due appuntamenti.

In entrambe le date, gli ospiti iniziano con una passeggiata guidata nel parco storico, scoprendo i viali ottocenteschi, la collezione di carrozze e il patrimonio culturale della villa. Il percorso conduce poi all’attività speciale del giorno — il 19 luglio la mostra AMSAP dei veicoli storici; il 25 luglio la performance musicale di Anthony Cardella — prima di giungere al cuore dell’esperienza: la mostra fotografica C’era una volta – Incarnazione di un luogo.

Realizzata nel paesaggio della Valle Cervo, la serie è una meditazione sul luogo, sulla memoria e sul nostro rapporto duraturo con il mondo naturale. Attraverso fotografie scattate tra boschi, abitazioni in pietra e sentieri pastorali, gli artisti invitano il pubblico a entrare in un ritmo più silenzioso di osservazione, radicato nella presenza, nella riflessione e nel ritorno.

Le opere emergono da un paesaggio plasmato da generazioni di cura, dove le tracce della presenza umana restano impresse nella terra. Più che semplici documenti, queste fotografie diventano contenitori di atmosfera e memoria. Colorate a mano e rifinite con strati di cera, possiedono una qualità tattile e luminosa che evoca insieme la fragilità e la persistenza del ricordo.

Al centro del progetto vi è un invito a riconnettersi: con la terra sotto i nostri piedi, con gli elementi acqua, terra, aria e fuoco, e con quelle parti di noi che spesso restano inascoltate nel ritmo veloce della vita contemporanea. La serie parla di un desiderio di appartenenza — non come nostalgia, ma come rinnovata consapevolezza della nostra partecipazione a un mondo vivente.

All’inizio dell’anno, Once Upon a Time – Embodiment of a Place è stata presentata in anteprima a El Nido, Los Angeles, dove ha risuonato profondamente nel pubblico nonostante la distanza dal suo luogo d’origine. I visitatori sono stati attratti dalla quiete e dal mistero racchiusi nelle immagini, rispondendo ai temi universali della memoria, dell’abitare e della ricerca umana di connessione.

Ora, tornando nella Valle Cervo, le fotografie si ricongiungono al paesaggio da cui sono nate. Presentata a Villa Magnani, tra le colline, i boschi e le tracce di vita rurale che ne hanno informato la creazione, la mostra invita i visitatori a rallentare e a incontrare le opere in dialogo con il loro luogo d’origine. Qui immagine e paesaggio si ritrovano, offrendo una meditazione sulla memoria, sulla presenza e sullo spirito duraturo dei luoghi.

Testo di ©Victoria Chapman, Curatrice di Once Upon a Time  – Incarnation of Place a El Nido, Los Angeles (2026) Mostra ideata, curata e organizzata da ©Victoria Chapman e El Nido Project.

carrozze

Mostra di carrozze ottocentesche 
giugno / settembre 2026

Dopo una passeggiata nel parco storico di Villa Magnani, tra viali alberati e scorci che conservano il fascino del tempo, il percorso conduce alla collezione di carrozze originali dell’Ottocento, custodita negli spazi più riservati della villa.

La mostra presenta una selezione autentica di mezzi di trasporto d’epoca, testimonianza di un’arte artigianale raffinata e di un modo di viaggiare lento, misurato, profondamente legato al paesaggio.

Le carrozze esposte rappresentano diverse tipologie utilizzate nel XIX secolo: dai modelli più leggeri destinati agli spostamenti urbani, alle versioni più strutturate e confortevoli pensate per i lunghi viaggi o per occasioni cerimoniali.

Ogni carrozza racconta una storia fatta di materiali e ingegno: legni curvati a mano, rinforzi in ferro, sospensioni a balestre progettate per assorbire le asperità delle strade dell’epoca, ruote a raggi studiate per garantire stabilità e resistenza.

I sistemi di illuminazione, le sedute imbottite e le finiture interne testimoniano l’evoluzione del comfort e della meccanica nel periodo pre‑industriale, rivelando un sapere tecnico oggi raro.

Oltre alla precisione costruttiva, ciò che colpisce è la dimensione emotiva: il ritmo degli zoccoli, le stagioni attraversate, gli incontri, le partenze e i ritorni.

Le carrozze diventano così oggetti narrativi, custodi silenziosi di vite lontane, capaci ancora oggi di evocare un modo diverso di percepire il tempo.

Questa mostra è parte integrante delle attività del fine settimana e della visita guidata infra‑settimanale. Per conoscere le attività collegate e prenotare la formula completa, consultare il Programma Estivo

Parco

Mostra bibliografica dei fratelli Roda
giugno / settembre 2026 

Nel cuore della visita guidata del Parco di Villa Magnani, il percorso si apre a una nuova tappa dedicata ai giardini ottocenteschi e all’immaginario che li ha generati. Qui, tra carte ingiallite, incisioni minuziose e volumi rari, prende forma il mondo dei fratelli Marcellino e Giuseppe Roda, paesaggisti capaci di trasformare il territorio in un racconto fatto di prospettive, chiaroscuri e armonie botaniche.

La mostra accompagna il visitatore dentro la nascita del giardino romantico: un luogo pensato per emozionare, sorprendere, guidare lo sguardo.

Le pagine originali, le tavole illustrate e i materiali d’epoca restituiscono la visione dei Roda, il loro metodo, la loro capacità di leggere la natura come un’opera d’arte in continua evoluzione.

Questa esposizione non è un’aggiunta esterna, ma un passaggio naturale del percorso: fa parte di tutte le visite guidate private su prenotazione, sia infrasettimanali sia nel fine settimana, e non prevede costi aggiuntivi.

È un momento di approfondimento che arricchisce l’esperienza, intrecciando storia, paesaggio e memoria.

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