

Storia di Villa Magnani
Villa Magnani è una dimora storica privata, abitata tutto l’anno dai suoi proprietari. Per decenni il suo parco è rimasto chiuso, sospeso nel silenzio del tempo. Oggi, dopo anni di lavori attenti e rispettosi, questo luogo straordinario torna a respirare: apre i cancelli solo nella stagione estiva, offrendo uno sguardo su una bellezza ritrovata mentre il suo percorso di recupero continua a evolversi.
Progettato dai celebri fratelli Marcellino e Giuseppe Roda, giardinieri dei Savoia, il parco è l’unica opera nel Biellese a portare la loro firma.

Storia e Bellezza del Parco di Villa Magnani
Nel 1883 i fratelli Marcellino e Giuseppe Roda, giardinieri della Casa Savoia e protagonisti di importanti progetti paesaggistici come quelli di Racconigi e Stupinigi, giungono nella Valle Cervo portando con sé una visione maturata nei più prestigiosi cantieri reali dell’Ottocento.
A Racconigi, Marcellino succede a Xavier Kurten nella direzione del parco, contribuendo a definire una delle stagioni più significative della cultura del giardino ottocentesco.
In questo contesto di eccellenza nasce il progetto del giardino di Villa Magnani, l’unico intervento dei fratelli Roda documentato nel Biellese: un episodio significativo della loro opera, che attribuisce al parco un valore storico di assoluta unicità.
Il parco di Villa Magnani è oggi uno dei paesaggi storici più rilevanti della Valle Cervo.
La sua struttura romantica, ancora leggibile nella composizione originaria, riflette la sensibilità dei Roda: sentieri sinuosi, prospettive calibrate, giochi d’acqua, punti panoramici pensati per sorprendere e invitare alla contemplazione.
Gli alberi secolari e molte delle specie introdotte nel progetto ottocentesco costituiscono una testimonianza viva della loro visione e della continuità con cui il giardino è stato custodito nel tempo.
Questi elementi rendono Villa Magnani un luogo unico nel panorama dei giardini storici piemontesi, un esempio raro di paesaggismo romantico conservato con autenticità.
Una distinzione necessaria
Il nome Roda ricorre in numerosi giardini piemontesi e, nel tempo, ha generato sovrapposizioni tra generazioni diverse.
Molti interventi del Novecento, spesso attribuiti genericamente ai “Roda”, appartengono infatti a Giuseppe Roda Jr., figlio di Giuseppe, attivo in un’epoca successiva.
Per Villa Magnani, però, la storia è inequivocabile:
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Il progetto è dei fratelli Marcellino e Giuseppe Roda, giardinieri reali dell’Ottocento e protagonisti dei grandi progetti paesaggistici dell’epoca;
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nel Biellese, l’unico parco storico documentato riconducibile a loro è proprio quello di Villa Magnani.
Ribadire questa distinzione significa tutelare la verità storica e valorizzare l’unicità di un patrimonio che, per rarità e integrità, rappresenta un capitolo distintivo della cultura del giardino piemontese.
La Grotta nel Progetto Paesaggistico
Tra gli episodi più suggestivi del progetto dei Roda si trova la grotta artificiale, concepita come parte integrante del percorso romantico del parco. La sua costruzione venne affidata al varesino Tomaso Bianchi, uno dei più apprezzati grottisti italiani dell’Ottocento, e fu portata a compimento nel 1888, aggiungendo al giardino un elemento scenografico raro e perfettamente in sintonia con il gusto dell’epoca.
La struttura è modellata per apparire come una formazione naturale emersa spontaneamente dal bosco, in linea con il gusto dell’epoca per i paesaggi fiabeschi e scenografici.
L’acqua, presente sia all’esterno sia all’interno della grotta, contribuisce a creare un ambiente di forte impatto sensoriale e completa l’effetto di immersione nella natura. Affacciata su un laghetto ornamentale, la grotta rappresenta un luogo di meraviglia e raccoglimento, concepito per arricchire l’esperienza dei visitatori della villa.
La Trüna sotto il Parco
Sotto il grande terrazzamento artificiale su cui sorge il parco di Villa Magnani si estende una galleria lunga circa ottanta metri: un passaggio sotterraneo a scalini, illuminato da un’apertura centrale, noto localmente come trüna. La struttura fu voluta da Giovanni Magnani, che fece costruire la villa e il suo giardino su un piano rialzato sostenuto da archi in pietra. All’epoca un sentiero molto frequentato attraversava l’area destinata al parco, collegando la frazione Magnani alla parte bassa della valle; per preservare la quiete e l’integrità del giardino, Magnani fece realizzare questo corridoio sotterraneo, permettendo agli abitanti di continuare a raggiungere la Balma senza interferire con gli spazi privati della villa.
📖 Bibliografia di riferimento
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Mirella Macera (a cura di), Marcellino e Giuseppe Roda. Un viaggio nella cultura del giardino e del paesaggio, Atti del Convegno Internazionale, Racconigi, 2005.
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Archivio di Stato di Torino – Fondo Roda (progetti, corrispondenze e materiali originali relativi all’attività dei fratelli Marcellino e Giuseppe Roda).

Giovanni Magnani: Nobile Impresario della Casa Savoia a cavallo dell’Unità d’Italia
Giovanni Magnani (1812–1893) nacque a San Paolo Cervo, in un ambiente montano affascinante ma tutt’altro che semplice.
La sua famiglia, nobile e documentata sin dal Medioevo, era legata alla Casa Savoia, ma questo non rendeva la vita nella valle meno dura.
La Bürsch — così gli abitanti chiamavano la parte alta della Valle Cervo — significava “casa”, “patria”, ma era anche un luogo dove il lavoro era faticoso, le risorse scarse e l’inverno lungo. Crescere lì significava imparare presto la disciplina, l’ingegno e la capacità di affrontare le difficoltà senza lamentarsi.
In questo contesto Giovanni formò il suo carattere.
La valle era povera ma ricca di competenze: artigiani, scalpellini, costruttori, uomini abituati a cavarsela con poco. Da loro Giovanni Magnani assorbì un senso pratico e una visione concreta del futuro, qualità che lo avrebbero accompagnato per tutta la vita.
Gli abitanti lo chiamavano "Magnanin", un soprannome affettuoso in quanto era stimato, riconosciuto, parte della comunità. Per molti anni fu anche sindaco di San Paolo Cervo, un ruolo che richiedeva presenza costante, capacità di mediazione e attenzione ai bisogni quotidiani di un territorio che non concedeva tregua.
La sua storia personale nasce da questa terra severa: una montagna che non regalava nulla, ma che sapeva forgiare caratteri solidi. È da qui che prende forma l’eredità che oggi ritroviamo a Villa Magnani.
L’impresario delle grandi opere
La competenza tecnica maturata nei cantieri alpini e la sua affidabilità lo portarono a essere scelto per alcune delle opere più significative dell’Ottocento. Divenne Cavaliere e impresario edile di fiducia della Casa Savoia.
Tra i lavori che gli furono affidati spiccano la costruzione dell’Arsenale militare della Spezia, infrastruttura strategica per la Marina sabauda e uno dei cantieri simbolo della modernizzazione che accompagnò il cammino verso l’Unità d’Italia. A questo si aggiunsero importanti interventi sul Canale Cavour, capolavoro dell’ingegneria idraulica piemontese, e la realizzazione di numerosi tratti ferroviari, che portarono la perizia degli impresari della Bürsch dai pendii della valle ai cantieri più ambiziosi del Paese.
Nella seconda metà dell’Ottocento Magnani volle dotarsi di una dimora di rappresentanza, un luogo in cui ricevere ospiti illustri, studiare progetti, firmare contratti e accogliere persino membri della Casa Savoia.
Il benefattore e l’eredità nella sua valle
Nonostante il prestigio raggiunto, Magnani rimase profondamente legato alla sua terra e alle persone che lavoravano con lui.
In valle era molto amato, perché non esitava a intervenire quando c’era bisogno: a proprie spese finanziò la strada carrozzabile verso la frazione Magnani, la mulattiera per Gaby in Valle d’Aosta e diverse opere pubbliche essenziali per la vita della comunità, dalla scuola al municipio fino all’acquedotto.
La sua presenza era costante, concreta, e il suo impegno contribuì a migliorare in modo duraturo la quotidianità degli abitanti della Valle Cervo.
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Villa Magnani
La Valle Cervo, una delle cinque valli della provincia di Biella, è un territorio rimasto sorprendentemente autentico nel passare degli anni, ricco di luoghi, architetture e testimonianze di grande qualità. Qui, per generazioni, operarono costruttori e artigiani capaci di dare forma a opere solide, eleganti e riconoscibili. In questo contesto si colloca San Paolo Cervo – oggi unito a Campiglia Cervo – che occupa la Banda Veja della valle. È qui, nel suo paese d’origine, che Giovanni Magnani decise di costruire la sua dimora.
Villa Magnani fu edificata nel 1850 su un ampio terrazzamento artificiale, sostenuto da possenti archi in pietra.
Questo impianto scenografico fu concepito per valorizzare il sito e garantire un affaccio diretto sulla parte alta della valle.
La villa nacque come residenza nobile e di rappresentanza, pensata per riflettere il prestigio del suo proprietario e accogliere momenti di caccia e villeggiatura in un contesto di eleganza e quiete.
Il parco che circonda la dimora fu affidato ai fratelli Marcellino e Giuseppe Roda, celebri giardinieri paesaggisti dei Savoia, che conferirono al giardino un’impronta elegante e moderna, perfettamente in sintonia con il gusto dell’epoca.
Gli ambienti interni conservano decorazioni affrescate di notevole qualità, realizzate per conferire alla residenza il decoro richiesto da una dimora nobiliare dell’Ottocento.
Il complesso originario comprendeva inoltre la scuderia, la pescheria, la ghiacciaia, la casa storica della famiglia Magnani – edificio da cui si ipotizza abbia avuto origine la frazione omonima – e la casa del custode. Alla proprietà appartenevano anche il parco storico e il bosco, parti integranti del paesaggio e dell’organizzazione della tenuta.
Oggi l’intero complesso è abitato dai suoi attuali proprietari. Il parco si apre al pubblico solo durante la stagione estiva, mentre la villa, essendo una casa privata attualmente in fase di recupero, non è visitabile.
Giovanni Magnani affiancò alla residenza di San Paolo Cervo un articolato sistema di proprietà distribuite tra la Valle Cervo, il Biellese e la pianura vercellese. Tra queste spicca Villa Era — la “Magnanina” — a Vigliano Biellese, una dimora immersa in un paesaggio di vigneti e frutteti che la famiglia frequentava soprattutto al termine dell’estate.
Il patrimonio comprendeva anche terreni agricoli, boschi, cascine operative e un alpeggio d’altura dove si producevano latte e formaggi secondo le tradizioni montane. A Livorno Ferraris Magnani acquisì la cascina La Colombara, destinata alle attività agricole della famiglia, mentre a Torino investì in diversi immobili urbani, consolidando un insieme di proprietà che univa montagna, campagna e città in un’unica visione patrimoniale.
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La Rinascita di Villa Magnani
Con il passare dei decenni, il parco ha vissuto un periodo di progressivo abbandono, perdendo parte della sua originaria magnificenza. Oggi, però, è al centro di un importante progetto di recupero che sta riportando alla luce la sua storia e la sua bellezza.
La svolta è arrivata nel 2018, quando Villa Magnani è stata acquistata dal suo nuovo proprietario. Con dedizione, passione e un lavoro costante, è stato avviato un accurato restauro conservativo del parco ottocentesco progettato dai Fratelli Roda. Statue, vialetti, essenze rare e alberi secolari stanno tornando a vivere, restituendo al giardino la sua armonia originaria e trasformando l’antica decadenza in una promessa di futuro.
Questo impegno è stato riconosciuto nel 2025 con il Premio +Bellezza in Valle, che ha consacrato il “Giardino dei Roda” come luogo d’incanto restituito alla comunità. Un riconoscimento naturale per un progetto che ha saputo coniugare memoria storica, cura del paesaggio e visione.
Durante la stagione estiva, Villa Magnani apre i suoi cancelli per visite guidate su prenotazione, offrendo al pubblico l’opportunità di scoprire i segreti del parco e la sua storia. Alcune giornate speciali si arricchiscono di concerti e iniziative culturali, trasformando la villa in un palcoscenico di bellezza e musica, dove natura e arte si incontrano in un’esperienza unica.

“La regina della Valle Cervo”
Villa Magnani, il castello addormentato
L’articolo di Andrea Formagnana su Il Bielesse descrive Villa Magnani come un luogo sospeso tra storia e incanto. Sulle alture della Valle Cervo, la dimora ottocentesca costruita da Giovanni Pietro Magnani domina il paesaggio da oltre 150 anni, posata su una terrazza artificiale che le conferisce l’aspetto di un castello addormentato. Attorno, il borgo di case in pietra custodisce la memoria di generazioni e l’anima autentica della valle.
Dal 2018 la villa è curata da Domenico Iacaruso, professore di storia dell’arte, che si considera non proprietario ma custode, riportando vita e respiro a un luogo che sembrava assopito nel tempo. Il parco, progettato nel 1883 dai fratelli Roda, giardinieri dei Savoia, è un teatro di emozioni dove natura e arte si fondono in un paesaggio romantico. Statue, grotte e alberi secolari creano un intreccio di suggestioni che negli ultimi anni è tornato a vivere grazie a visite guidate, concerti e passeggiate sensoriali. Nel 2025 il “Giardino dei Roda” ha ricevuto il Premio +Bellezza in Valle, riconoscimento al restauro e al valore culturale restituito alla comunità.
📖 Fonte: Andrea Formagnana, La regina della Valle Cervo, pubblicato su Il Bielesse – Biella Montagna Outdoor e Turismo.

“Il Biellese racconta l’evento AMSAP a Villa Magnani"
Il quotidiano Il Biellese ha dedicato un articolo all’evento organizzato da AMSAP – Associazione Moto e Auto Storiche di Biella – ospitato a Villa Magnani nel mese di agosto 2025. L’iniziativa ha segnato la chiusura della prima parte della stagione del Club, federato ASI, e ha trasformato la dimora ottocentesca in un percorso narrativo dedicato all’evoluzione dei mezzi di trasporto “dalle carrozze ai giorni nostri”.
Nel parco storico della Villa sono stati esposti alcuni tra i modelli più rappresentativi del Novecento: dalla Fiat 501 del 1921 alla BSA 175 del 1933, collocate davanti alla collezione di carrozze della Villa, fino a una selezione di vetture Fiat, Lancia e Alfa Romeo degli anni Trenta, Quaranta e Cinquanta, tra cui una Fiat 508 “Faux Cabriolet”, una Balilla Torpedo, due Lancia Aprilia e una rara Lancia Augusta.
L’articolo segnala inoltre la presentazione in anteprima della Ford Puma Gen‑E destinata all’Ospedale di Biella, resa possibile grazie alla collaborazione tra AMSAP, l’Associazione Amici dell’Ospedale e Nuova Assauto. Il veicolo sarà impiegato per la nuova Unità di Radiologia Domiciliare, la cui inaugurazione è prevista per settembre. All’evento era presente anche il presidente dell’Associazione Amici dell’Ospedale, Leo Galligani.
📖 Fonte:Il Biellese, 5 agosto 2025 – sezione “Altri Sport / Biella”.

“L’imponente Villa Magnani”
Katiuscia De Pieri, in un articolo pubblicato su La Provincia di Biella, ha descritto Villa Magnani come una delle dimore più suggestive della Valle Cervo. Costruita nella seconda metà dell’Ottocento da Giovanni Pietro Magnani, impresario edile e filantropo biellese, la villa sorge su una terrazza artificiale che le conferisce l’aspetto di un castello sospeso tra storia e paesaggio. È circondata da un parco romantico progettato dai fratelli Roda, giardinieri dei Savoia, che ne arricchiscono il fascino.
Tra i contributi giornalistici dedicati a questo luogo figura anche l’articolo “L’imponente Villa Magnani”, nel quale l’autrice ripercorre la storia della dimora e il suo legame con la Valle Cervo, sottolineando il valore culturale e paesaggistico di un sito che oggi torna a vivere grazie ai restauri e alle iniziative aperte al pubblico.
📖 Fonte: Katiuscia De Pieri, L’imponente Villa Magnani, pubblicato su La Provincia di Biella.

“Villa Magnani riapre i cancelli al pubblico: domani l’inaugurazione della stagione estiva”
Nell’estate del 2025 Prima Biella ha raccontato la riapertura di Villa Magnani come un evento di grande rilievo per la Valle Cervo. L’articolo di Gianmaria Laurent Jacazio ha descritto la dimora ottocentesca e il suo parco romantico come un luogo tornato a vivere grazie ai lavori di restauro avviati e proseguiti con cura e dedizione dal nuovo proprietario.
La stagione inaugurata il primo giugno ha proposto visite guidate, concerti e iniziative culturali che hanno trasformato la villa e il suo parco in un palcoscenico di esperienze. Dalle passeggiate sensoriali alle esibizioni musicali, fino al gran finale con il compositore Marco Benetti al pianoforte storico, ogni appuntamento ha intrecciato arte, natura e storia.
Villa Magnani si presenta oggi non soltanto come una dimora legata al passato, ma come un luogo capace di accogliere il pubblico con nuove occasioni di bellezza e cultura, restituendo alla comunità un patrimonio vivo e condiviso.
📖 Fonte: Gianmaria Laurent Jacazio, Villa Magnani riapre i cancelli al pubblico: domani l’inaugurazione della stagione estiva, pubblicato su Prima Biella, 31 maggio 2025.